Caccia all’insegna della Pace!

Posted By Serena Poggi on Mar 1, 2019 |


Domenica 27 Gennaio 2019, una caccia piena di pace.

Per riformare completamente il Branco, dopo la vestizione, mancava solo la promessa cioè il momento in cui i cuccioli decidono di aderire liberamente alla legge e alla comunità del branco che li accoglie.

Il saluto

saluto dei lupetti. Mano destra, l’indice e il medio tesi e divaricati, l’anulare e il mignolo ripiegati sotto al pollice.

I lupetti salutano con la mano destra, portando all’altezza della tempia l’indice e il medio tesi e divaricati, l’anulare e il mignolo ripiegati sotto al pollice. Le due dita del saluto ricordano gli articoli della Legge: “Il lupetto pensa agli altri come a sé stesso, il lupetto vive con gioia e lealtà insieme al branco” e le orecchie tese del lupo. Il pollice appoggiato sull’anulare e sul mignolo indica l’impegno del più grande a proteggere i più piccoli.

Promesse

I nostri nove, uno ad uno, spinti dalle esperienze vissute fino ad ora, hanno recitato la legge e la Promessa: “Prometto con l’aiuto e l’esempio di Gesù di fare del mio meglio per migliorare me stesso, per aiutare gli altri e per osservare la legge del branco”.

Stagione della caccia

Si apre, con una piccola festa, la Stagione di caccia, un periodo di tre mesi in cui i bambini si prenderanno degli impegni, le prede, per migliorare loro stessi e fare qualcosa per il branco. Gli unici che non “cacciano” sono i C.d.A (Consiglio di Akela) cioè i bambini del quarto anno che hanno concluso questo percorso l’anno scorso.
In base alle età, i bambini raggiungeranno una delle tre tappe: Lupo della Legge, Lupo della Rupe o Lupo Anziano.

Harry Potter ed Hermione Granger hanno invitato i bambini a partecipare al primo torneo del campionato di Quidditch che apre l’anno ad Hogwarts. Per rimanerci, però, Silente ci spiega che è necessario prendere degli impegni per migliorarsi, le prede appunto. Ogni volta che ci vediamo una sfera magica si colora per indicarci il tempo trascorso.

Vangelo e Corano si incontrano

Nel pomeriggio la visita del Sultano di Damietta (Egitto) ci ha permesso di scoprire l’incontro che avvenne, nel 1219, con San Francesco. Fu un incontro di pace volto al dialogo reciproco, anche se inizialmente fu un po’ difficile.
Il Vangelo si incontrò con il Corano e il Corano si incontrò con il Vangelo. Anche noi abbiamo confrontato alcuni versetti dei due Testi Sacri con messaggi simili. “Chi uccide una persona è come se avesse ucciso l’intera umanità, e chi salva la vita di una persona è come se avesse salvato tutta l’umanità” (Corano); “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Vangelo).
Dobbiamo essere “colombe” portatrici di pace e andare oltre le apparenze.

Marcia della Pace

L’ultima caccia è stata diversa, perché era la Giornata della Pace. Con il nostro gruppo abbiamo camminato per le strade del centro” dice Agostino.
Partendo dal PIN ci siamo ritrovati insieme agli altri branchi di Prato e gruppi parrocchiali perché, come sostiene Giovanni, “è importante vivere delle esperienze con persone nuove”.
A portare lo striscione “Prato in cammino per la Pace” sono stati Costanza, Myriam e Giovanni insieme ad altri bambini degli altri gruppi scout.
Tra questi c’erano anche Elena e Vittoria del branco Stella Polare che ha vissuto questa esperienza con noi.
Qui il primo flash mob: la preparazione delle bandiere della Pace da sventolare durante tutta la marcia.
Per Damiano e Lorenzo è stata un’esperienza molto bella poterle preparare insieme e incontrare i bambini degli altri gruppi che già conoscevano. Spostandoci in Piazza Duomo i bambini sono passati sotto ad un tendone che simboleggiava la casa e all’interno vi hanno attaccato frasi di pace.

Piazza delle Carceri

La marcia prosegue verso Piazza delle Carceri: incredibile! Eravamo così tanti da riuscire a fare un enorme cerchio intorno al castello! Insieme agli altri gruppi ci siamo quindi uniti in un grande “abbraccio” attorno ad uno dei simboli della nostra città.
La nostra marcia, quella della Pace, si è fusa con l’iniziativa “Luci sulla Memoria” in onore dei caduti durante il genocidio nazista. I gruppi delle associazioni ANED e ANPI hanno partecipato con noi “all’abbraccio” intorno al castello.
Abbiamo poi ascoltato delle testimonianze di nostri concittadini ebrei che furono catturati e rinchiusi proprio all’interno del castello in attesa di essere deportati nei campi di concentramento.

Luce di Betlemme

Agostino, uno dei nostri cuccioli, accompagnato dal sindaco ha posto, in segno di pace e rispetto, la Luce di Betlemme sulla pietra di inciampo. “Che cos’è? Io non lo sapevo, ma l’ho vista da vicino: è una lampada con dentro una candela. La luce però viene da Betlemme, dalla Basilica della Natività, dove c’è una lampada che non si spenge mai. Ogni anno con quella luce accendono altre luci per portare la pace nel mondo. Anche noi lupetti possiamo portare la pace, facendo piccoli gesti, come ascoltare gli altri, aiutare, fare del nostro meglio per andare d’accordo e fare pace, quando litighiamo”, ci dice lui.

(Per un approfondimento maggiore guardate l’articolo di Tv Prato sull’ “abbraccio” intorno al castello.)

L’ultima tappa era prevista in Piazza del Comune dove il sindaco ha tenuto un discorso di ringraziamento per questa manifestazione di pace percorsa insieme. In conclusione, sulle note di “We are the world”, la piazza si è illuminata con i colori della pace grazie ai tanti star light agitati dai bambini.

Conclusioni

Giovanni racconta: “La Marcia della Pace secondo me riunisce due concetti importanti per tutti gli scout: camminare e portare la pace. Camminare significa non essere pigri, essere curiosi di scoprire posti nuovi e pronti ad affrontare tutte le difficoltà. Portare la pace è più difficile che camminare. Per me significa stare attento ai miei sestiglieri, aiutarli se hanno bisogno, fare in modo che vadano d’accordo e dare il buon esempio, anche se devo dire che sono molto bravi. La pace sarebbe più facile, se tutti facessero la loro parte, come fanno loro!”